Pubblicazioni 2017

Du lac Tchad à La Mecque. Le sultanat du Borno et son monde (XVIe-XVIIe siècles)

Rémi Dewière (Post-dottorante, EHESS – CAK),  Éditions de la Sorbonne, Paris, 472 pp.

Rivoltiamo le carte. Il Sahara è al nord. La sua riva, il Sahel, spacca l’Africa in due dall’Atlantico al mar Rosso. In suo centro, il lago Ciad, è un luogo d’incontro tra migranti, pastori, mercanti e pellegrini che vi si recano dai quattro angoli del continente. Questa regione, più conosciuta oggi per le attività jihadiste di Boko Haram, fu all’epoca moderna un crocevia per gli scambi economici, umani e culturali del Sahel et del Sahara, fino al Mediterraneo. Fu là che, tra l’attuale Niger, Nigeria, Ciad e Cameroon, la dinastia dei Sefuwa pose le basi di un potente stato islamico : il sultanato del Borno. Percorrendo e organizzando il proprio territorio, intraprendendo il pellegrinaggio alla Mecca anche a rischio della propria vita, i sultani del Borno s’imposero come degli interlocutori di primo piano nel mondo musulmano del sedicesimo e diciassettesimo secolo.
Un imam della corte, Ahmad b. Furtu, ha lasciato una testimonianza eccezionale di questo capitolo della storia moderna dell’Africa, attraverso la narrazione dei quindici primi anni di regno del sultano Idris b. ‘Ali (1564-1596), anche noto con il nome di Idris Alawma. La sua opera delinea un ritratto mozzafiato dell funzionamento di uno stato saheliano all’epoca moderna e delle sue relazioni con il mondo che lo circonda. Rivalutando il suo sguardo e considerando le dinamiche ambientali, sociali e politiche del suo tempo che questo libro, con il ricorso a numerose carte e appendici, intende ridare al sultanato del Borno il suo posto nel mondo, dal lago Ciad alla Mecca.

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L’Oceano Indiano Occidentale. Scorci di Storia

Beatrice Nicolini,  EDUCatt, Milano, 241 pp.

This book was the result of lifetime research studies both on the field and through archival and literature sources, conducted in Europe, Pakistan, Sultanate of Oman, and Zanzibar-Tanzania. In this study, I tried to focus on more than one littoral and on more than one region inside the Indian Ocean, with the object of analysing different perspectives both methodological and chronological. Since the first edition of this study published by Polimetrica in 2009, and throughout the years, I came across numerous new theories and interpretations, and the importance of the Indian Ocean is worldwide recognized, while when I started I was the only Italian scholar attending many international conferences where this area remained for a long time a neglected one. The fluid space of the Indian Ocean was influenced by different forces of capital and by knowledge–power nexus during and after the colonial period. The history of the Indian Ocean has gained a renewed interest as it reminds us of the greatest mobility and traversal with such an impact that it forces us to rethink how the processes of such encounters operate and what the areas stand for. Many stories remain untold inside this cosmopolitan interregional arena. The challenge is therefore great to try to reshape our understanding of Africa and Asia.

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Islam and Gender in Colonial Northeast Africa. Sittī ‘Alawiyya, the Uncrowned Queen

Silvia Bruzzi,  BRILL, Leiden, xviii 252 pp.

In Islam and Gender in Colonial Northeast Africa, Silvia Bruzzi provides an account of Islamic movements and gender dynamics in the context of colonial rule in Northeast Africa. The thread that runs through the book is the life and times of Sittī ‘Alawiyya alMīrġanī (1892-1940), a representative of a well-established transnational Sufi order in the Red Sea region. Silvia Bruzzi gives us not only a social history of the colonial encounter in the Eritrean colony, but also a wider historical account of supra-regional dynamics across the Red Sea, the Ethiopian hinterland, and the Mediterranean region, using a wide range of fragmentary historical materials to make an important contribution towards filling the gap that currently exists in women’s and gender history in Muslim societies.

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I copti nell’Egitto di Nasser: tra politica e religione (1952-1970)

Alessia Melcangi, Carocci, Roma, pp. 272

Concentrandosi sull’arco temporale compreso tra il 1952 e il 1970, ossia gli anni di governo del presidente della Repubblica egiziana Gamal ‘Abd al-Nasser, il volume racconta come il pragmatismo politico e l’ideologia nasseriana riuscirono a preservare uno spazio d’azione per la comunità copta nel nuovo Egitto rivoluzionario. Quest’ultima cercò di mantenere i margini di partecipazione politica acquisiti negli anni precedenti grazie alla collaborazione instauratasi tra il patriarca Cirillo vi e il presidente. I primi anni repubblicani rappresentarono pertanto una sorta di “epoca d’oro” nei rapporti interconfessionali in Egitto: un periodo di rinascita, che sembrava sfumare le differenze confessionali nell’affermazione di un’unità nazionale pur significativamente marcata dalla primazia dell’islàm. Da questa prospettiva la comunità cristiana non appare più né quale vittima passiva di un islàm totalizzante, né come testimone immobile, ridotta a vivere al di fuori del proprio contesto storico, in una fedeltà ferma alle origini del cristianesimo. Al contrario, l’autrice mette in evidenza l’agire della comunità copta, nella sua interazione con quella musulmana e con le istituzioni dello Stato, senza per questo trascurare le contraddizioni presenti al suo interno. Alla luce di questo percorso storico, gli anni Cinquanta e Sessanta rappresentano una bussola cognitiva per orientarsi nella lettura della storia recente della più grande comunità cristiana in Medio Oriente. Alessia Melcangi è assegnista di ricerca nel Dipartimento di Scienze Sociali ed Economiche dell’Università Sapienza di Roma e collabora con il Centro di ricerche sul sistema sud e il Mediterraneo allargato dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. È stata titolare di un assegno di ricerca presso l’Università di Catania. Da anni le sue ricerche si concentrano sulla storia contemporanea del Medio Oriente, con particolare attenzione alle dinamiche sociali e politiche dell’Egitto.

Alessia Melcangi è assegnista di ricerca nel Dipartimento di Scienze Sociali ed Economiche dell’Università Sapienza di Roma e collabora con il Centro di ricerche sul sistema sud e il Mediterraneo allargato dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. È stata titolare di un assegno di ricerca presso l’Università di Catania. Da anni le sue ricerche si concentrano sulla storia contemporanea del Medio Oriente, con particolare attenzione alle dinamiche sociali e politiche dell’Egitto

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Le pratiche dello Stato in Africa: spazi sociali e politici contestati [Afriche e Orienti 2-3/2016]

A cura di Antonio Pezzano, AIEP

Segnaliamo la pubblicazione del volume n. 2-3/2016 di Afriche e Orienti, dal titolo “Le pratiche dello Stato in Africa: spazi sociali e politici contestati“.

Il numero è stato curato da Antonio Pezzano, l’indice è disponibile qui.

 

 

 

 

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Grammatica di lingua Hausa – Con esercizi e brani di lettura

By Sergio Baldi, Hoepli, Milano, pp. XII-196

La lingua Hausa appartiene alle lingue ciadiche della famiglia afroasiatica ed è quindi apparentata alle lingue semitiche (arabo, ebraico, aramaico), al berbero, all’egiziano antico, al copto e al cuscitico. Parlata da circa 60 milioni di persone come unica o prima lingua, è diffusa soprattutto nella Nigeria del Nord, nel Niger e nelle numerose comunità hausafone presenti in diversi Paesi africani. Questo manuale è la prima grammatica hausa in lingua italiana ed è frutto di una lunga esperienza di insegnamento e risultato di una meticolosa sistematizzazione di appunti, schemi e materiali forniti durante i corsi. Completano il volume una sezione di esercizi e una raccolta di brani letterari; le tracce audio della registrazione di tali brani sono disponibili in file Mp3 scaricabili all’indirizzo www.hoeplieditore.it/8101-1.

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Out of Africa. Why People Migrate

By Giovanni Carbone, Ledizioni, Milano, pp. 170

The EU is struggling to cope with the so-called “migration crisis” that has emerged over the past few years. Designing the right policies to address immigration requires a deep understanding of its root causes. Why do Africans decide to leave their home countries? While the dream of a better life in Europe is likely part of the explanation, one also needs to examine the prevailing living conditions in the large and heterogeneous sub-Saharan region.

This Report investigates the actual role of political, economic, demographic and environmental drivers in current migration flows. It offers a comprehensive picture of major migration motives as well as of key trends. Attention is also devoted to the role of climate change in promoting migration and to intra-continental mobility (two-thirds of sub-Saharan migrant flows start and end within the region). Two country studies on Eritrea and Nigeria are also included to get a closer sense of local developments behind large-scale migration to Europe.

The report can be downloaded here.

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L’histoire au corp. Mémoires indociles et archives du désordre dans les cultes de possession en Afrique

By Roberto Beneduce, Fribourg Academic Press,  Fribourg, Lanham, pp. 318

Être plusieurs mondes. Ainsi pourrait-on résumer l’expérience des possédés : corps suspendus entre clivages privés et images d’un passé fracturé qui continue à hanter le présent, âmes prisonnières d’un vortex de conflits indicibles et de violences oubliées. Comment faire parler ces archives ? Et quelle prise de parole peut-on espérer de ces voix et corps convulsés, éteints et réduits au silence par tout un cortège de diagnostics, interprétations et contraintes variés ? Cette étude se propose d’identifier, dans les discours et pratiques liés aux cultes de possession en Afrique, les significations irréductibles et contradictoires de ces expériences « non ordinaires » et de ces mémoires obstinées, où des subjectivités inquiètes en quête de reconnaissance semblent finalement trouver leur expression.

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Frantz Fanon, Psychiatry and Politics

By Nigel C. Gibson and Roberto Beneduce, Rowman & Littlefield, Lanham, pp. 322

The revolutionary and psychiatrist Frantz Fanon was a foundational figure in postcolonial and decolonial thought and practice, yet his psychiatric work still has only been studied peripherally. That is in part because most of his psychiatric writings have remained untranslated. With a focus on Fanon’s key psychiatry texts, Frantz Fanon: Psychiatry and Politics considers Fanon’s psychiatic writings as materials anticipating as well as accompanying Fanon’s better known work, written between 1952 and 1961 (Black Skin, White Masks, A Dying Colonialism, Toward the African Revolution, The Wretched of the Earth). Both clinical and political, they draw on another notion of psychiatry that intersects history, ethnology, philosophy, and psychoanalysis. The authors argue that Fanon’s work inaugurates a critical ethnopsychiatry based on a new concept of culture (anchored to historical events, particular situations, and lived experience) and on the relationship between the psychological and the cultural. Thus, Gibson and Beneduce contend that Fanon’s psychiatric writings also express Fanon’s wish, as he puts it in The Wretched of the Earth, to “develop a new way of thinking, not only for us but for humanity.”

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The Struggle to Define a Nation. Rethinking Religious Nationalism in the Contemporary Islamic World

Edited by Marco Demichelis and Paolo Maggiolini, Gorgias Press, Piscataway, pp. 535

In the present edited volume, a serious of internationally recognised scholars adopt an inter-disciplinary approach to the study of ‘religious nationalism’ and the ‘nationalization’ of religion, through focusing on case studies and the religious affiliations and denominations of Islam, Christianity and Judaism. The aim of this book is to reconsider the ongoing debate between different communities of the so-called Islamic World regarding the nature of the nation and state, and the role of religion in a nation-state’s institutional ground, both as a viable integrative or segregating factor. It is through focusing on the state dimension, as the subject of collective action or socio- cultural and political representation, that the book proposes to reconsider the relationship between religion, politics and identity in the perspective of ‘religious nationalism’ and the ‘nationalization’ of religion in the contemporary Islamic World.

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IUPNormalizing Occupation. T
he Politics of Everyday Life in the West Bank Settlement

Edited by Ariel Handel, Marco Allegra, and Erez Maggor, Indiana University Press, Bloomington, pp. 244

Much controversy surrounds Israel’s settlement project in the occupied West Bank, and the extremist national and religious agendas at play there have come to define these territories in the minds of most scholars and political commentators. This deeply entrenched framework, however, fails to account for the prevailing pattern of settlement development and the steady growth of the settler population. In contrast to the common emphasis of religious ideology and messianic faith, this collection of essays considers an array of conventionally downplayed historical and structural factors that place the origins and everyday reality of the settlements into a wider perspective, recounting their proliferation as a process of ‘normalization’ – i.e. their ongoing incorporation into Israel’s social, economic and legal fabric.
The collected works consider the transformation of the landscape, the patterns of relationships between the region’s residents, Palestinian and Jewish alike, and the lasting effects of Israel’s settlement policy. They stress, in particular, how factors such as urban and regional planning, rising inequality and the retreat of the welfare state within Israel proper, and the changing political economy of industry and employment in the region, have all played a crucial, yet underappreciated role in determining the ongoing expansion and resilience of Israel’s settlement project. In doing so, the collection provides new insights into the integration and segregation processes that are an integral part of the broader historical trends shaping Israel/Palestine.

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238_25Cento anni su una frontiera africana. Dal sogno dell’oro al parco naturale tra Mozambico e Zimbabwe

Corrado Tornimbeni, Collana storica del centro studi per i popoli extraeuropei dell’Università di Pavia, FrancoAngeli, Milano 2017, pp. 188

Il confine tra Mozambico e Zimbabwe, formalmente “congelato” dai trattati internazionali di fine ‘800 tra portoghesi e inglesi, viene “riaperto” dall’istituzione di un’area di conservazione ambientale transnazionale tra i due paesi circa un secolo dopo. Laddove la corsa all’oro aveva portato all’istituzione di una barriera politica tra stati, la speranza dell’accesso alla risorse globali dell’ecoturismo ha condotto alla cancellazione virtuale di un confine tanto artificiale quanto poco efficace nel fermare i flussi indipendenti di popolazione da una parte all’altra. Sulla base di diverse esperienze di studio e di ricerca in archivi e sul campo, questo volume propone l’analisi di cent’anni e più di storia di un territorio di frontiera dove i processi di definizione dei sistemi sociali e politici africani prima, durante e dopo lo stato coloniale hanno mostrato tutta la varietà dell’intreccio tra le molteplici esperienze delle politica locale e internazionale. Cent’anni cruciali per comprendere la realtà politica attuale e ancora oggi soggetti ad una rivalutazione regolata dall’apporto di diverse prospettive disciplinari.

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Femminismi e Islam in Marocco. Attiviste laiche, teologhe, predicatrici

Sara Borrillo, ESI Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli, pp. XVI+274

Quale rapporto lega istanze femministe, politiche di genere e Islam nel Marocco contemporaneo? E come è cambiato negli ultimi decenni e nel periodo successivo alle proteste del 2011? Grazie a una serie di approfonditi focus etnografici, questo libro lascia emergere le voci dirette delle protagoniste del dibattito sui diritti delle donne: dalle attiviste laiche del femminismo storico alle sempre più importanti intellettuali del femminismo islamico, fino alle teologhe e alle predicatrici dell’Islam di stato. In questo scenario, i due principi di uguaglianza di genere e di complementarità di ispirazione islamica vengono risignificati da attori sociali e istituzioni islamiche ufficiali. E, nel solco del fermento politico e culturale innescato dal Movimento del 20 Febbraio, si intravedono possibili sinergie.

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Son of the root. Djedwa Yao Kuman Kulango healer and hunter


Ilaria Micheli, EUT Edizioni Università di Trieste, Trieste 2017, pp. 297

EUT Edizioni Università di Trieste ha appena pubblicato “Son of the root. Djedwa Yao Kuman Kulango healer and hunter” di Ilaria Micheli. Si tratta della traduzione (a cura di Mark Brady) di un volume che, nella sua versione italiana, EUT aveva già pubblicato nel 2011 (“Figlio della radice. Djedwa Yao Kuman guaritore a cacciatore di Kulango”).
Il lavoro è il risultato di una ricerca sul campo durata 12 mesi nel villaggio Kulango (Gur-Volta) di Nassian, in Costa d’Avorio, e di moltissime conversazioni con Djedwa Yao Kuman, il più anziano guaritore tradizionale del villaggio. Seguendo il filo dei racconti dell’uomo (scomparso nell’ottobre del 2008), Ilaria Micheli, autrice anche della prima grammatica della lingua Kulango, ha esaminato il mondo della medicina tradizionale e della caccia, una pratica che sta rapidamente scomparendo dalla regione.
Il libro è disponibile in open access in italiano ed in inglese.

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L ignorata eredità agricola africana-page-001La centralità dell’agricoltura nello sviluppo economico e nella crescita. L’ignorata eredità africana e alcune delle esperienze agricole più significative del mondo

Giuseppe Prestìa, Lumi Edizioni Universitarie, Milano 2017

Esce l’8 marzo 2017 la IV edizione del libro di Giuseppe Prestìa sull’importanza dell’agricoltura africana.
“Una documentata e aggiornata rassegna del ruolo dell’agricoltura nello sviluppo economico attraverso fatti, vicende, analisi storiche, economiche, antropologiche dai paesi occidentali a quelli asiatici con lo sguardo rivolto all’Africa, ai suoi drammi e problemi, alla sua povertà, ma anche alla sua grande ricchezza di risorse soprattutto umane”. Qui è disponibile l’indice.

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